mercoledì 7 gennaio 2009

La discesa di Serse



Dopo aver varcato l'Ellesponto con due ponti di barche, Serse prosegue lungo la costa fino in Macedonia senza trovare ostacoli. Da qui vengono mandati degli emissari presso le città di Sparta e Atene, ovviamente le più potenti tra le poleis dell'epoca, per chiedere una formale sottomissione, ma vengono cacciati o uccisi; tuttavia il Re può contare sull'appoggio di Argo nel Peloponneso, e dell'intera Tessaglia.

Per sbarrare la strada all'esercito persiano ( quantificabile a circa 200000 unità ), le città greche decidono di inviare un corpo di spedizione comandato da Sparta presso il passo delle Termopili, situato tra le pendici del monte Eta e il Golfo Maliaco: una 'fetta' di terra strettissima in cui l'enorme superiorità numerica dei Persiani non sarebbe stata utile; qui vengono inviati nell'agosto del 480 4000 opliti Peloponnesiaci al comando di Leonida, uno dei 2 re spartani ( secondo l'oracolo di Delfi Sparta avrebbe perso la guerra se non avesse sacrificato uno dei 2 re ), insieme a Locresi, Focesi e una flotta comandata da Temistocle, strategòs ateniese, che si attesta a nord dell'Eubea per fronteggiare la flotta persiana, che stava discendendo lungo la Tessaglia. Quindi a inizio agosto Persiani e Greci si fronteggiano in un doppio scontro via mare e via terra nei pressi di Capo Artemisio: se da un lato i Greci riescono a sconfiggere ripetutamente la flotta persiana ( grazie anche ad una terribile tempesta che affonda moltissime navi nemiche) , la resistenza via terra sembra da subito un' impresa disperata.
Lo scontro tra i Greci e i Persiani presso lo stretto delle Termopili avviene tra il 9,10 e 11 agosto: la schiacciante superiorità numerica persiana non riesce a sfondare il muro di opliti greci, sia perchè la potente cavalleria persiana non poteva essere utilizzata frontalmente contro unaschiera compatta, sia perchè i fanti erano armati alla leggera ( tranne che il reparto dei diecimila 'Immortali', le personali guardie del corpo del Re),mentre i Greci possedevano un'armatura pesante e un migliore equipaggiamento, e soprattutto perchè se l'esercito del Gran Re era costituito prevalentemente da mercenari, l'esercito greco con a capo Leonida, abile nel motivare i propri soldati e a nascondere fino all'ultimo l'ineluttabilità del loro destino e della sorte di questa battaglia, e per questo celebrato nei secoli a venire come figura tragica sottomessa al volere della propria città e delle sue leggi, combatteva per la salvezza della propria patria, delle proprie famiglie,dei propri campi. Sono questi i motivi per cui per tre giorni un esercito 20 volte superiore a quello greco non riuscì a passare. Per sconfiggere i Greci c'era bisogno di qualcosa di alternativo.

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